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La mostra attuale ha origini lontane.

Erano gli anni settanta, avevo iniziato l’Università e tutta la famiglia si era trasferita nella nuova casa, immersa nella campagna a ridosso della città.

Oltre alle lotte del ’68, avevo un’altra passione: il mito e la mitologia greca; due momenti che potrebbero sembrare all’opposto.  In realtà non lo erano.

Le prime sculture furono “gli dei”.  

Una serie di sculture in legno d’olivo in cui volevo rappresentare i volti degli dei come io me li immaginavo.

Poi.

Una mostra personale nel 1984, allestita a Corciano dal titolo “Allegorie d’amore”, in cui ho voluto affrontare la vita dell’uomo, partendo dalle storie d’amore e di morte presenti nei poemi epici greci, con una particolare attenzione alle Argonautiche di Apollonio Rodio, per me, il più grande poeta epico del tardo ellenismo.

Oggi, la mostra “Gli scudi di Giasone”

Apollonio narra di Giasone, eroe ed antieroe allo stesso tempo, impegnato in un percorso umano complesso in cui l’amore con Medea diviene così salvifico che quasi lo soffoca come uomo, ma accettato per il raggiungimento del Vello d'Oro.

È un errore parlare di Giasone come uomo, per me, egli è un “maschio” con tutti gli istinti primordiali e acquisiti, anche i più reconditi, che spingono il maschio contemporaneo al suo successo, al raggiungimento dello scopo della sua vita a qualsiasi prezzo.

Sebbene scritte nel II sec. A.C. nelle Argonautiche si rilegge un percorso di vita e come non vedere nella storia di Giasone un “maschio” contemporaneo che pur di raggiungere il suo scopo scende a qualsiasi compromesso, sino ad accettare di sposare Medea pur di raggiungere e conquistare il vello d’oro.

Giasone ha uno scopo ben prefissato nella sua mente: per riavere il suo regno DEVE raggiungere il vello d’oro, come non pensare al detto di Guicciardini “il fine giustifica i mezzi”, che per alcuni secoli ha giustificato molteplici nefandezze.

Trasponiamo Giasone e Guicciardini oggi.

Come non vedere il mio malessere nel vivere in un momento in cui, l’essere Giasone e Guicciardini porta alla mancanza di rispetto dell’altro pur di raggiungere il proprio scopo ed il proprio tornaconto.

Ma Giasone e Medea sono proprio eroi negativi ?

La VERITA’ vera è da scoprire in questa mostra.

 

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