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Fabrizio Fabbroniarte - Perugia

L’artista è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno. (Pablo Picasso)

PERSONALE "TROPO" - FUSEUM, PERUGIA - 18 LUGLIO/13 SETTEMBRE 2020

Pubblicato su 19 Luglio 2020 da fabbroniarte

PERSONALE "TROPO" - FUSEUM, PERUGIA - 18 LUGLIO/13 SETTEMBRE 2020
PERSONALE "TROPO" - FUSEUM, PERUGIA - 18 LUGLIO/13 SETTEMBRE 2020
PERSONALE "TROPO" - FUSEUM, PERUGIA - 18 LUGLIO/13 SETTEMBRE 2020

Con la mostra presso l’Art Gallery di Foligno si è conclusa la prima fase del progetto “Parvenze”, quella della “conoscenza” con la realizzazione di opere pittoriche, opere in gesso e con la riproposizione di opere in legno d’olivo del 1976 e opere composite del 1984. La conoscenza è avvenuta anche con l’integrazione di eventi inseriti nelle tre sedi delle mostre: due eventi di Body Painting ed un evento di ripresa di visi attraverso una fotocamera Istant, gli eventi collaterali sono stati la realizzazione di video e una trasmissione con il network èTVUMBRIA.  Alle mostre  vi è stata la presentazione della pubblicazione “Parvenze, Elogio della devianza” in cui di volta in volta sono state inserite le mostre effettuate.  La seconda fase, che si svolgerà nel 2020, sarà quello di un ulteriore approfondimento del progetto e di una sua evoluzione con il realizzare mostre personali in luoghi particolari e del “confrontarsi” con altri artisti ed esperti di fisiognomica.  Il 2020 si è aperto con la partecipazione di opere della serie “Parvenze” a due mostre internazionali a Bologna e Roma. Poi lo stop.  Lo scoppio fragoroso della pandemia da covid19 e la chiusura di ogni attività possibile hanno bloccato le mostre, ma non la volontà di proseguire un progetto che nel 2019 ha ottenuto notevoli apprezzamenti.  È iniziata, proprio nel periodo del blocco totale una forte riflessione sul volto non più dipinto, ma volumetrico ad altorilievo; la volontà di uscire e la tristezza per i corpi corrotti dal covid19, si sono riversate, prima nelle idee e poi nelle opere. Da subito l'argilla è diventata la materia di studio e di ricerca, al di là della forma, divenuta poi preponderante, il problema era l'impossibilità della cottura, quindi una febbrile ricerca di crete o argille composite e termoindurenti al sole che mi permettessero di superare il problema. Acquistate in quantità è iniziato il lavoro di realizzazione, le opere dovevano avere due caratteristiche: proseguire la ricerca sulla fisiognomica e rappresentare il tragico momento attraverso la corruzione del volto, la tristezza, la solitudine e la paura  della malattia. Sono nate una quantità di opere con l'uso della plastilina, di crete con indurente, di argille termoindurenti, che nel loro asciugarsi repentino al calore del sole o di una lampada ad infrarossi si sono spaccate casualmente dando sembianze alle mie idee. Nasce così l'idea della mostra personale “TROPO”, vocabolo retorico, arcaico e di scarsa conoscenza, che vuol significare proprio: traslato, metafora, allegoria, metonimia.  Trovato il titolo era necessario individuare un luogo dove esporre e qui è emersa la volontà già espressa da tempo di realizzare una personale in un luogo affascinante qual'è il FUSEUM e proprio svariati sopralluoghi e foto delle opere  sia esterne sia interne al museo mi hanno convinto a portare la mostra “TROPO” nello spazio espositivo adiacente alla residenza di Brajo e Bettina Fuso.  Lungi da me qualsiasi confronto con le opere di Brajo, entro sommessamente in uno spazio bianco con una istallazione di opere da guardare e soppesare stando seduti.

Giugno 2020

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